1. CHI VUOI CHE SIA AMELIA?

Senza attribuire troppa importanza a questa figura vi anticipo che rispondere a questa domanda non è assolutamente facile.

Amelia non verrà MAI fisicamente descritta perché se deve essere chiunque e soprattutto chiunque il lettore voglia non lo si può indirizzare su un determinato aspetto fisico perché altrimenti questa figura potrà essere assimilata a ciò che il lettore odia o ama e l’intento di tutto questo è far si che sia il lettore a scegliere come Amelia debba essere.

In questo blog le storie vedranno Amelia come protagonista, per la tastiera che l’ha fatta nascere Amelia è una persona con una complicata personalità ma non per questo dovrà esserlo per chiunque legga le sue avventure.

A te che leggi questo non avere paura, goditi la storia ma ricordati una cosa fondamentale per poter rendere questa lettura ciò che deve essere: Fai di Amelia ciò che vuoi.

Bene, ora si può davvero incominciare perché le premesse sono state anche troppe come se invece di un blog questo scritto fosse la nuova epopea del ventunesimo secolo.

Partendo da “molto” distante, ecco l’unico indizio che vi consentirà di dare un volto ad Amelia, lei ha appena compiuto 25 anni. Un anno importante no? E’ il compleanno che ti fa rendere conto di quanto il tempo passi in fretta e di quanto ti restino solamente 5 anni prima di diventare veramente adulto e dover assolutamente compiere qualcosa. Certo, viviamo in un’epoca in cui i preconcetti di qualsiasi tipo e genere devono essere abbattuti ma è un’età in cui, a prescindere da tutto, chiunque si inizia a domandare, anche solamente a livello inconscio, cosa ne sarà della propria vita.

Amelia, come se volesse dare una scadenza ad ogni singolo gesto della sua vita si è riempita la testa di domande nel giorno del suo venticinquesimo compleanno, vi do un indizio: è del segno zodiacale del Cancro (vi evito una lunga lista di caratteristiche legate a chi è nato sotto questo particolare segno zodiacale).

Bando alle ciance… Ciancio alle bande…

Amelia nel giorno del suo venticinquesimo compleanno non ha organizzato assolutamente nulla, è una giornata come una qualsiasi altra. Si alza, sempre in ritardo rispetto alle venti sveglie che si è impostata per quella mattina, la sera prima si era ripromessa di lavarsi i capelli ma come spesso capita si era ritrovata l’indomani a doversi raccogliere i capelli in tutta velocità per scappare a lavoro. A chi non è mai capitato di dover scegliere tra la comodità del proprio letto e la torbida quotidianità della vita?

Sicuramente nel mondo ci sarà almeno una persona che ogni giorno si alza alla prima sveglia del mattino sorridente a prescindere di ciò che potrà succedere nelle successive ventiquattro ore, se questa fantomatica e mitologica creatura leggerà mai queste righe lo prego di rispondere facendo rabbia a chi come Amelia non ha neanche la forza di fare le scale, fino alla camera da letto, se dimentica di mettere i calzini.

Tornando a ciò che veramente è importante. Amelia, diciamo sveglia alle 8 del mattino, è vigile di fronte allo specchio della sua camera, indossa gli abiti che si era preparata la sera prima sulla sedia spoglia nell’angolo della camera da letto. Si osserva, non si vede diversa, non si sente diversa e questo anzi, la rende un pò triste perché pensava che la notte del suo venticinquesimo compleanno l’avrebbe resa immediatamente un’altra persona. Saluta i genitori con cui vive che l’accolgono con un caloroso augurio di buon compleanno, fa colazione, si trucca alla perfezione e corre in macchina per raggiungere in orario quel tetro posto di lavoro che la aspetta puntuale.

Amelia ama cantare in macchina e cerca ogni mattina di rendere la sua giornata migliore ascoltando qualche canzone, non ha un genere preferito ogni mattina è il suo cuore a decidere cosa la farà arrivare al lavoro moderatamente felice o per lo meno con addosso il suo migliore e falso sorriso. Si sente costretta a ripensare a ciò che la rende così cupa e triste ogni mattina mentre si reca al lavoro e non riesce a trovare pace tra un cervello troppo razionale e un cuore troppo istintivo nella mezz’ora di tragitto che deve percorrere in macchina. La strada tutti i giorni è uguale, le macchine perdono colore, le foglie degli alberi perdono forma e tutto ciò che vede altro non ha che il medesimo triste colore. Certo la sua visione della vita è terribilmente cupa nonostante essa sia consapevole di quanto rispetto a tanti altri sia fortunata, laureata, mai stata disoccupata, un lavoro a tempo indeterminato. WOW Amelia ha tutto ciò che secondo la società è considerato desiderabile, ha tutto ciò che ti fa rientrare nelle categoria positive secondo l’ISTAT.

Amelia entra nella zona industriale dove è collocata l’azienda presso cui lavora, ha ancora qualche chilometro da percorrere prima di raggiungerla e inizia a notare qualcosa di anomalo. Qualcosa attira debolmente la sua attenzione ma convinta del non aver visto assolutamente nulla continua per la sua strada.

Parcheggia, vede le sue amiche sorridenti, allora Amelia si ricorda che è il suo compleanno ed è grata al mondo perché alcune delle persone che lavorano con lei sono diventate per lei delle importantissime compagne di vita. E’ il 2020 e causa pandemia mondiale non è consigliato scambiarsi baci e abbracci quindi con un tocco di gomito, come i suoi genitori quella mattina, le augurano tutte il meglio per questo importante compleanno. La pressione nei confronti di questa giornata aumenta passo passo. Sarà poi compiere venticinque anni che cambia davvero una persona? E se Amelia non fosse stata pronta a cambiare? E se Amelia fosse ancora insicura nei confronti del suo futuro?

La giornata lavorativa passa, dopo tutto otto ore non sono neanche così pesanti se le passi con delle persone con cui ami passare il tempo. Arriva sera e lei deve tornare a casa.

Ripercorre la stessa zona industriale che aveva attraversato la mattina e nel medesimo punto, come otto ore prima, prova la stessa sensazione, c’è di nuovo qualcosa che attira la sua attenzione. Stavolta però non è una debole sensazione, stavolta è certa di aver notato qualcosa.

Impavida Amelia ferma la macchina e scende. Il suo cervello le diceva di non farlo ma il suo cuore le fece spegnere la macchina.

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