3. MATISSE

Amelia lo sognò tutta la notte, voleva rivederlo voleva parlargli, le erano venute in mente mille domande da fargli, sapeva immediatamente cosa chiedergli, voleva parlare con lui per ore ed ore ancora, lui l’aveva aspettata forse per tutto il giorno e lei come una codarda era scappata senza dargli neanche il tempo di rincorrerla, quel giorno l’aveva guardato come se fosse un esperimento scientifico andato male, lei aveva persino pensato che fosse una sorta di matto vagabondo delirante però, quella notte. si rese conte che forse poteva avere ragione, si rese conto che forse Matisse non stava dicendo una bugia, forse Matisse veramente la voleva aiutare e lei non gli aveva nemmeno dato la possibilità di farlo, la possibilità di dimostrarle che ciò di cui parlava era vero che lui non era un ubriacone, un drogato o un vagabondo ma il suo sponsor.

Amelia si ripeté la parola sponsor in testa per un’infinità di volte, che parola strana, non avrebbe mai pensato che qualcuno si sarebbe mai definito così riferendosi a lei, eppure lui lo aveva fatto.

Amelia era attratta da lui, era bello, non era molto alto, non era un uomo fisicamente pauroso, la guardava con i suoi vividi occhi scuri, i suoi occhi però erano allo stesso così teneri, ci potevi leggere una bontà infinita, voleva accarezzargli il viso e sentire sulla sue mani la sua barba ruvida, lui era un uomo intenso e ai suoi occhi quasi trasparente ed stata appunto questa trasparenza che aveva fatto passare ad Amelia una notte insonne.

E’ incredibile come un incontro così veloce e dove lei era stata così maleducata le aveva poi suscitato così tanto una volta tornata a casa, Amelia incolpava la sua assoluta incapacità di reagire alle sorprese e alle situazioni che non poteva controllare.

3:36

Amelia prese la macchina e tornò nel punto in cui aveva incontrato Matisse. Stavolta sarebbe rimasta lei ad aspettarlo.

6:00

Matisse si palesò insieme primi bagliori della mattina e le sorrise, Amelia quasi svenne, lui si fermò di fronte a lei e stavolta rimase in silenzio.

Amelia non era mai stata una ragazza taciturna, a volte si chiedeva se avesse un tasto “OFF” dietro la nuca per spegnersi improvvisamente quando iniziava a parlare troppo.

Amelia prese coraggio e iniziò a parlare a Matisse.

“Matisse, ciao, io sono Amelia, mi presento anche sai già chi sono. Volevo chiederti scusa per la maleducazione che ti ho mostrato ieri, ho un’infinità di domande che ti voglio fare e un’altrettanta infinità di domande che ho paura di farti, perdonami se non sembro molto lucida ma è tutta la notte che ti penso e sono ore ormai che ti aspetto. Ti prego, dimmi tutto, dimmi cos’è la transizione di cui mi hai parlato, dimmi che mondo sto vedendo e soprattutto aiutami perché sono pervasa da un’immensa paura e non so cosa fare per farmela passare.”

Matisse sorrise, il suo sorriso illuminò quella mattina.

“Amelia, se ripenso a quando io ho compiuto venticinque anni ho reagito molto peggio di te. Ci sono persone che nascono già in grado di vedere il mondo e persone come noi, invece, che scoprono di far parte di questo modo solo quando entrano a far parte dell’età adulta. Il mondo che tu hai visto fino a ieri ora si è ampliato, ora puoi veramente leggere e scrutare ciò che la vita ha in serbo per tutti noi. Devi sapere una cosa davvero fondamentale, che sicuramente non capirai velocemente perché è davvero davvero strana come cosa, il mondo che ci hanno voluto mostrare, la storia che ci hanno voluto insegnare, i sentimenti, i rapporti umani, l’amore, nulla è come tu hai sempre creduto che fosse, Il mondo che hai sempre visto in realtà era solo una copertina studiata Ad Hoc per permettere ai comuni esseri umani di vivere normalmente, ma ora tu, che hai incominciato a vedere capirai che la normalità in cui hai sempre creduto in realtà non esiste e soprattutto è una stupida e vuota parola.

Io non ti voglio spaventare, ma non voglio neanche perdere tempo, tu non sei una persona qualunque, tu sei Amelia, tu sei la persona che riporterà tutti noi alla vita a colori ed è giusto che tu lo sappia da me, io sarò tuo compagno e tuo protettore nel lungo viaggio che ti troverai ad affrontare. Come ti ho detto ieri sera, tu non sarai mai sola.”

Amelia si era sciolta di fronte alle parole così tenere e rassicuranti di Matisse tanto che voleva abbracciarlo, voleva baciarlo, ma si sentiva così stupida ad aver pensato a quste cose di fronte all’importana delle parole che lui le aveva appena detto che decise solo di sorridergli.

“Non so se sono pronta, ma io ti ascolterò. Sono dentro a questa storia e non ho più intenzione di scappare.”

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